Movimento dei Forconi : ovvero come i giornali usano termini ad hoc

Come tutti ben sapranno, il “Movimento dei Forconi” sta paralizzando l’Italia tutta.
Dalla Sicilia alla Lombardia il Movimento, che si è unito alla protesta dei camionisti, agricoltori e tassisti, sta procurando molti disagi alla popolazione e all’industria.
Frugando tra i siti di informazioni, la mia attenzione è stata catturata da questo articolo apparso su www.corriere.it.
E l’ex generale dei carabinieri blocca la Pontina

L’articolo parla di come un ex ufficiale dell’Arma, Generale Pappalardo, abbia aderito alla protesta nella zona pontina.

Nell’articolo c’è una frase che mi ha fatto riflettere : …un altro movimento dichiara invece di voler marciare su Roma…
E mi sono chiesto : perchè utilizzare questi termini ?
Perchè instillare nelle persone ricordi di avvenimenti lontani e soprattutto tristi per tutto il popolo italiano ?

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Mario Monti su Google

Questo è il grafico delle ricerche effettuate con la query “mario monti” su google.com

questo invece è quello relativo alla query “berlusconi”

Morale della favola ?
I tecnici sono meno cercati dei politici

Giocate anche voi a vedere la frequenza e il volume delle ricerche su : http://www.google.com/insights/search/

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Colonna sonora per programmatori

La scrittura di codice, sia esso per un’applicazione web o un dispositivo embedded di security, è alquanto critica.
Essendo critica, necessita di un supporto audio adeguato per alimentare la creatività e la tecnica dei programmatori.

Ogni programmatore ha la propria colonna sonora.

Ecco la mia :

Fuck The World by Turbonegro : adatta per iniziare la giornata al computer
Refugees by Van Der Graaf Generator : ottima per le riflessioni per un ciclo while sbagliato
Dimmi - Tre Allegri Ragazzi Morti : destinata a quando dovete integrare un modulo in un qualcosa di già esistente
Search and Destroy by The Stooges : quando vi accorgete che le matrici di test sono tutte rispettate
My Generation by The Who : quando vi accorgete che i requisiti li avete capiti e migliorati
Tico Tico by Toquinho : vi capita mai di fare un ctrl-c ctrl-v su diversi file ? Beh, questa è la soluzione per la noia ripetitiva da codice
Last Caress by The Misfits : per quando rilasciate il vostro codice che necessita di una vostra ultima carezza
the man who would be king by Libertines : quel lala-la-la-la-la è d’obbligo quando andate in pausa pranzo con il problema risolto

E la vostra colonna sonora qual’è ?

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Vasco Brondi va al cinema. E questa cosa mi piace da matti.

Vasco Brondi va al cinema.
Grazie a Daniele Gaglianone che ha voluto le musiche e soprattutto i testi del ferrarese per il suo nuovo film : Ruggine.
Il film vedrà la sua prima proiezione al Festival di Venezia il 1 settembre 2011.

Dopo queste precisazioni di rito, passiamo all’analisi dei fatti.
E il “fatto” stavolta è davvero straordinario.
La canzone si intitola Un Campo Lungo Cinematografico e vede, oltre a Vasco Brondi, Rachele Bastreghi dei Baustelle ai cori e Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours al violino elettrico.
Descrivere una canzone del genere, non è assolutamente facile.
La voce rincorre il tappeto elettronico per far esplodere al momento giusto un crescendo dal tono squisitamente “indie”.
Ma “indie” per Le Luci della Centrale Elettrica, è un termine non adatto.
Brondi non è il borghese piccolo piccolo che tenta di fare l’alternativo.
Non gioca ad essere il dio maledetto delle periferie italiche.
Si limita a descrivere ciò che noi, comuni mortali a stelle e strisce, ci rifiutiamo oramai di vedere, capire e comprendere.
Ci vuol far vedere un armadio di emozioni di cui oramai abbiamo perso le chiavi.

Ma lui ci invita a scardinarlo.

Magari aiutato dal suo amico Moltheni.

Ah, si dimenticavo la cosa banale da scrivere.

Grazie di esistere.

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Grande Lucania : trasferiamoci a Potenza così stiamo più freschi

Parliamo un pò di geografia.
Chi ha mai sentito parlare di Padula ?
(Alzi la mano chi non ha mai sentito a Onda Verde “Rallentamenti per lavori sulla Salerno-Reggio Calabria all’altezza di Padula-Buonabitacolo-Lagonegro).

Bene, parliamo proprio di quel piccolo paesino, che ironia della sorte è il mio paese, che è situato sul confine tra Campania e Basilicata.

Come tutti i territori di confine, la cultura non è quella preponderante della provincia “centralizzata”, ma è contaminata (oramai da secoli) dalla vicina regione lucana.

Padula dista 101 km dal capoluogo di provincia (Salerno) e circa 50 km dal capoluogo di regione lucano (Potenza).

I Padulesi, popolo a cui appartengo, sono più vicini culturalmente ai cugini lucani che a quelli campani. Questo per mille motivi (dal dialetto alla tradizione culinaria, ma sappiamo un pò tutti che sono motivi un pò scarsi per un’annessione).

Mettiamo da parte queste minchiate di premesse e veniamo al dunque.

Perchè Padula vuole passare in Basilicata ?
Beh, il motivo è semplice e altrettanto machiavellico.
E’ un motivo di fondi e finanziamenti europei/regionali e anche di colori politici.
E perchè no, anche per una gestione più a misura d’uomo della cosa pubblica (ok, ho detto il pensiero buonista della serata, potete anche lanciarmi i pomodori).
Le scorse elezioni comunali , tenutesi a Padula, hanno visto prevalere per una manciata di voti la lista di centro-sinistra (che di centro-sinistra a mio avviso ha ben poco, così come ha ben poco una lista di centro-destra che annovera tra le proprie file ex-socialisti -brrrrrrrr….sono peggio dei democristiani a volte- ).
Il presidente della Regione Campania è Caldoro, di centro-destra (n’altra volta ?…pure questo è un socialista).
Il presidente della Provincia di Salerno è Cirielli di centro-destra (questo invece è ex-an-ex-carabieniere – nessuno insinui mai il collegamento tra destra e forze dell’ordine…ok ? – )
Durante la campagna elettorale a Padula, la lista perdente ha utilizzato frasi del tipo “Bisogna continuare la filiera governo-regione-provincia-comune ” in poche parole volevano dire : “Bene ragazzuoli, il centro-destra comanda dappertutto, quindi votate per noi, altrimenti so’ uccelli per diabetici”.

Facciamo un passo indietro.
Pochi anni fa, alcuni comuni del Vallo di Diano iniziarono a scocciarsi della gestione della cosa pubblica campana e decisero di muoversi per l’annessione (che parola altisonante) alla regione Basilicata.

Si formarono movimenti politici, comitati cittadini e così via.

Questi movimenti iniziarono ad avere un seguito abbastanza corposo e i politici locali (o meglio, provinciali), iniziarono a correre ai ripari.

Significative furono le parole di Cirielli durante una specie di convegno a Padula, per celebrare Joe Petrosino (se ricordo bene era il 2009, all’indomani dell’elezione alla provincia di Salerno).
Praticamente invitò i presenti e la popolazione tutta a “rimanere in campania e soprattutto a Salerno” perchè ci sarebbero state belle soddisfazioni e grandi novità.

Sono passati due anni e di novità e di soddisfazioni, il Vallo di Diano ne ha avute ben poche.

La tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro è sempre lì ad arrugginirsi e a far ingrassare i proprietari delle autolinee private.
(Giusto per citare un tema caro un pò a tutti).

Vogliamo parlare di qualcosa di più tangibile ?
Il tema delle tasse automobilistiche e assicurazioni.

Chiunque può effettuare una prova tramite il sito www.aci.it

Un’auto euro 4 a gasolio con 18 cv fiscali paga in provincia di Salerno 249,92 euro l’anno
In provincia di Potenza paga 227,04 euro l’anno

Forse 22,00 euro di risparmio l’anno non sono significativi (io intanto non ci sputo sopra).

Passiamo ora all’assicurazione RC auto.
Anche qui potete fare la prova andando sul sito www.assicurazione.it e provare prima con un comune di residenza salernitano e poi con uno potentino.

Io ho fatto una prova con una Fiat Punto 1.3 Multijet terza serie (prima classe).
Ecco i risultati.

Salerno : 850,00 euro l’anno
Potenza : 344,68 euro l’anno

Sono più di 500 euro di risparmio.

Credo di aver illustrato circa 530 euro di buoni motivi per passare in Basilicata.

Chiamatemi pragmatico, chiamatemi tirchio, chiamatemi opportunista,
ma non chiamatemi fesso :)

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All’Armi Siam Statali !!! (o quasi) – Il tonfo di Finmeccanica

Tratterò oggi un tema inusuale per questo blog.
Parlerò della bandiera dell’alta tecnologia tricolore : Finmeccanica.

Stamane a Piazza Affari, la grande famiglia degli armamenti e delle tecnologie strategiche, ha segnato un calo del 17,36%.
Il tutto è dovuto alla presentazione dei dati trimestrali.

Non entro nel merito, perché non sono un economista né capisco di dinamiche industriali e finanziarie.

Mi limiterò a dire la mia.

Finmeccanica, grande famiglia che racchiude il meglio dei tecnici presenti sul mercato (figuriamoci quelli che hanno lasciato fuori) .
Una famiglia che conta al 2010 , 75197 dipendenti.
E’ questo numero che mi lascia un pochino basito.

75197 dipendenti !!
Come disse Dario Cassini : “Aho…ho tanti amici su facebook che potrei invadere l’austria !!!”.
Sicuramente Finmeccanica non vuole invadere qualche paese straniero (anche se non disegna minimamente costruire per loro aeroporti, ferrovie, treni, centrali e quant’altro).
Ma altrettanto sicuramente ci sarà un motivo, sicuramente nobile, buono e opportunistico, per avere questa miriade di dipendenti.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire qualcosa dai numeri.

  • 2007 - Società partecipate 290 - Dipendenti 60748
  • 2008 - Società partecipate 328 - Dipendenti 73398
  • 2009 -Società partecipate Dati non pervenuti - Dipendenti Dati non pervenuti
  • 2010 - Società partecipate Dati non pervenuti - Dipendenti 75197

Come vediamo nel giro di 3 anni Finmeccanica hanno incrementato i propri dipendenti di 14449 unità (da ricordarsi che fu acquisita anche DRS, colosso statunitense dell’elettronica militare).

14449 persone…cazzarola un bel numero.
Sembra il paese dei balocchi Finmeccanica, è uno dei primi colossi mondiali nel settore della difesa e bla bla bla bla.

Continuiamo con i numeri.
Il Ministero del Tesoro detiene il 32,45% di Finmeccanica.
Quindi la quota di dipendenti che spetterebbe al popolo italiano è di 24401 dipedenti (arrotondato giustamente, perchè non vogliamo reni o toraci spaiati).
Siamo 60 milioni di italiani.
Quindi 24401 diviso 60.000.000 fa…. 0,0004 dipendenti-finmeccanica procapite (cazzarola che cifra bassa…non sono proprietario nemmeno di un orecchio dell’elite)

Buttiamo quindi nel cesso questo calcolo, perchè non ha portato buoni frutti.

Ma una cosa mi chiedo (visto che ho frequentato una società di finmeccanica per poco più di un anno ) :
ma con 75197 persone nel proprio organico, c’è bisogno di ricorrere a ditte esterne per effettuare altri lavori ?
Capisco quando si tratta di servizi di supporto come le mense e cose simili, ma per il resto ?

Naturalmente la mia mente limitata non può capire le strategie aziendali,
ma se permettete mi viene da ridere quando leggo questa notizia tratta da Repubblica.it

Finmeccanica ha dichiarato profitti per 456 milioni, ma sono quasi tutti frutto di una operazione straordinaria, la cessione del 45% di Ansaldo Energia che ha portato a incassare 443 milioni. Il che equivale a dire che la società non è più in grado di generare redditività, a meno di vendere altri gioielli di famiglia.

Sono scemo scusate. E non continuo a capire.
In 3-4 anni Finmeccanica si è portata ai vertici dei settori in cui opera.
Ha vinto premi su premi e ottenuto certificazioni sugli standard di qualità.
Ha ottenuto commesse in tutto il mondo, e in molti i settori (difesa, trasporti, energia).

E poi ha bisogno di vendere parte delle proprie società per fare cassa ?

Ho una nipotina di 9 anni.
Sta mettendo i soldi da parte per comprarsi il suo primo personal computer.
Sapete cosa sta facendo ?
Sta risparmiando sulla paghetta e quando arriverà alla cifra, i genitori l’accompagneranno al negozio per farle scegliere il netbook.

E si tratta di una bambina di 9 anni.
Che ha capito, a modo suo, come funziona il risparmio, l’investimento e la spesa.
Sapete perchè ?

Perchè quei soldi sono suoi.

Mentre in un apparato parastatale dove i soldi che vengono investiti non sono i tuoi.
E magari sono della comunità….beh…perchè puntare a risparmiare per poi spendere o investire ?

Scusate se vi ho tediato con questo argomento.
Ma per me il risultato è il seguente.

Nipotina 1 – Finmeccanica 0

Per farmi perdonare vi racconterò nei prossimi giorni la storia del più trascurato gruppo punk : gli Stranglers

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Silenzio in Aula

Ho rivisto su youtube il video della votazione.
Mi è sembrato surreale.
Il Parlamento, soprattutto negli ultimi anni, aveva dato sempre esibizione di se stesso.
Eravamo abituati al tifo da stadio e alla mortadella addentata durante una sfiducia a Prodi.

Invece oggi è calato il gelo subito dopo che Fini ha proclamato il risultato della votazione per l’autorizzazione per l’arresto di Papa.
Personalmente non ho seguito la vicenda, e non so il motivo per cui Papa debba essere arrestato.
E altrettanto personalmente non mi interessa.

Forse il suo arresto è un segnale per i più alti in grado.

Oramai siamo alla fine di un ciclo, e si sta per aprire una nuova stagione in Italia.

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Innanzitutto…scusate il ritardo

Chi (vi) scrive, ha cercato per un anno e più, il senso logico della politica, del potere e soprattutto delle tasse.
E naturalmente non l’ha trovato.
Grazie a Dio (o Elvis se preferite, basta che non sia Kurt), esistono ancora in questo mondo qualcosa per cui vale la pena scrivere.
Una di queste è composta da due parole, oltre un numero artisti (non parliamo del live aid, mi spiace) e un fottio di strumenti.
Se poi vi si dice che il Canada è la loro patria, allora l’arcano non ha più motivo di rimanere tale : stiamo parlando degli Arcade Fire.

Loro hanno avuto un compito.
Tale compito gli è stato commissionato da Dio in persona.

Hanno composto la colonna sonora del mondo che rinasce dall’apocalisse (sperando che vengano spazzati via i politici, i potenti, i banchieri, le ingiustizie e le big babol alla cola).

Questa colonna sonora, a mio avviso è Intervention.
Provate ad ascoltarla al buio e al gelo.

E noterete subito come entrambi saranno più caldi e spendenti di sempre.

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Prima Colazione con Nick & Polly

Uno dei momenti rock più suggestivi degli ultimi 20 anni ( lasciamo perdere Concerti a basso impatto ambientale e per i poveri, semplicemente perchè la musica che ascoltiamo ha bisogno di soldi e di amplificatori Vox che consumano in un’ora ciò che l’Etiopia consuma in due anni) è stato l’incontro tra il fascinoso australiano dalla voce cupa, Nick Cave. e la piccola fiammiferaia mancata, PJ Harvey.
Henry Lee, monumentale e minimale inno all’oscurità amorosa più fredda, non è altro che una vera e propria dichiarazione d’intenti per entrambi.
Dopo il primo ascolto, possono capitare due cose : o mettere subito dopo un qualsiasi disco degli Oasis di fine millennio, oppure riascoltare Henry Lee fino allo sfinimento.
Se vi capita la seconda, dopo il trentesimo ascolto, potrebbe manifestarvi una stupenda e magniloquenta situazione : partecipare ad una prima colazione con Nick e Polly.
Vi accoglieranno con un buon thè, con dei biscotti al burro presi al discount dietro l’angolo. La cucina sarà (stranamente) pulita e limpida, come il piano che accompagna la loro canzone. Poi vi fermerete ad osservarvi. E capirete che non si guardano mai negli occhi. Perchè loro sono fatti cosi’. Non hanno bisogno di manifestarsi agli altri. Lo hanno già fatto nelle sedi opportune.
In sottofondo sentirete la madrina di questi due pallidi esseri : Nico.
Strana storia questa. Anche Nico aveva uno spirito affine che amo’ a suo modo : John “Viola Distorta” Cale.
Nick & Polly. Nico & John.
Ovvero come la musica oscura, redenta e ombrosa possa sfociare in passione umana.

Intanto notate che lo zucchero è finito, il limone non è previsto ed è ora di andare via.
Anche perchè il sole si sta alzando e loro devono sterilizzare i coltelli sporchi.

PS: Nico era una splendida donna e Kyle Minogue un bocconcino troppo dolce.

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Voglia di Spietata Redenzione

Si prega le signore e i signori di avvicinarsi all’ingresso.
Troveranno una scalinata rock (e si lascino perdere Page & soci, per favore) che ha come base il Sussidiario Illustrato della Giovinezza e a dopo tre-scalini scalini, un pezzetto di rock italiano : Gli Spietati, nuovo singolo dei Baustelle da Montepulciano.

Questi quattro minuti e mezzo di musica, sono farciti di riff melodici che ricordano gli anni 60 italiani.
Il testo grazioso ed energico, è da redenzione da anni-zero.

Piccola informazione di servizio : le scale portano fuori dai binari della stazione.

Spero che abbiano salutato.

O almeno detto addio.

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